DPI Anticaduta: Guida Completa

Dispositivi di protezione individuale per lavori in quota

Cosa sono i DPI anticaduta

Oltre 2 metri di altezza dal piano stabile, ogni lavoratore in quota deve indossare i DPI anticaduta: Dispositivi di Protezione Individuale progettati per impedire la caduta libera o arrestarla in modo controllato, limitando la forza d'urto trasmessa al corpo.

Cosa succede quando un componente del sistema non è compatibile con gli altri? L'intera catena di sicurezza viene compromessa. Ecco perché un sistema anticaduta completo — imbracatura, cordino, assorbitore, connettori, eventuale retrattile — non è mai un singolo dispositivo ma un insieme di elementi interconnessi, tutti certificati secondo le norme EN di riferimento e compatibili tra loro.

Su un tetto a falde con linea vita a cavo serve un set diverso rispetto a un capannone industriale con binario. Il primo passo è verificare il tipo di ancoraggio disponibile in copertura: da lì dipende la scelta di ogni componente del kit.

Perché i DPI anticaduta sono Terza Categoria

Il Regolamento UE 2016/425 classifica i dispositivi di protezione individuale in tre categorie in base alla gravità del rischio da cui proteggono. I DPI anticaduta rientrano nella Terza Categoria, la più elevata, perché proteggono da rischi che possono causare conseguenze molto gravi, quali morte o danni irreversibili alla salute.

Questa classificazione ha implicazioni pratiche importanti:

  • Ogni dispositivo deve superare un esame di tipo CE presso un organismo notificato e sottostare a controlli di produzione annuali.
  • Il datore di lavoro è obbligato a fornire ai lavoratori una formazione specifica e addestramento pratico prima dell'utilizzo (D.Lgs. 81/08, Art. 77 comma 5).
  • I lavoratori devono essere in grado di ispezionare visivamente i dispositivi prima di ogni utilizzo e conoscere le procedure di emergenza in caso di caduta.

Quali DPI anticaduta servono (lista completa)

Un sistema anticaduta si compone di tre macro-elementi: il dispositivo di presa del corpo (l'imbracatura), il sottosistema di collegamento(cordino, assorbitore, retrattile) e il dispositivo di ancoraggio(linea vita, punto fisso, sistema a binario). Ecco la panoramica completa dei dispositivi necessari:

* La durata effettiva dipende dalle condizioni d'uso e dalle indicazioni del fabbricante. Consultare sempre la scheda tecnica.
DispositivoNorma ENFunzioneDurata tipica
Imbracatura anticadutaEN 361Distribuisce la forza d'arresto su tutto il corpo5-10 anni*
Imbracatura di posizionamentoEN 358Consente di lavorare in posizione sostenuta5-10 anni*
Cordino con assorbitoreEN 354 + EN 355Collega imbracatura all'ancoraggio e assorbe l'energia di caduta5-10 anni*
Cordino di posizionamentoEN 358Regola la distanza dal punto di ancoraggio5-10 anni*
Connettore (moschettone)EN 362Collegamento rapido tra componenti del sistema10-15 anni*
Dispositivo retrattileEN 360Arresta la caduta automaticamente entro pochi cm10 anni*
Casco con sottogolaEN 397Protegge il capo da urti e caduta oggetti3-5 anni

A questi dispositivi si aggiungono accessori importanti come gli anelli di ancoraggio, le fettucce di ancoraggio (EN 795 B) per punti provvisori e i dispositivi di discesa (EN 341) per l'evacuazione di emergenza.

Imbracature anticaduta: tipologie e scelta

L'imbracatura è il cuore del sistema: è l'unico DPI che resta a contatto con il corpo del lavoratore e deve garantire comfort durante l'intera giornata lavorativa oltre che sicurezza in caso di caduta. Esistono due tipologie principali:

Imbracatura anticaduta (EN 361)

Dotata di attacco dorsale (e spesso sternale), è progettata per arrestare una caduta libera. In caso di arresto, distribuisce la forza su cosce, bacino, torace e spalle, mantenendo il corpo in posizione verticale o leggermente inclinata. È obbligatoria ogni volta che esiste il rischio di caduta dall'alto.

Imbracatura di posizionamento (EN 358)

Integra cintura con anelli laterali che consentono al lavoratore di lavorare in posizione sostenuta (ad esempio appoggiato a un palo o a una struttura), mantenendo le mani libere. Non è un dispositivo di arresto caduta: deve essere sempre abbinata a un sistema anticaduta EN 361 quando esiste il rischio di precipitazione.

Molte imbracature professionali combinano entrambe le funzioni (EN 361 + EN 358) in un unico dispositivo, offrendo versatilità senza dover cambiare equipaggiamento. Nella scelta, considera: numero e posizione degli attacchi, regolazioni (taglia unica regolabile vs taglie fisse), peso dell'imbracatura, e imbottiture per il comfort prolungato.

Cordini, connettori e assorbitori di energia

Il sottosistema di collegamento unisce l'imbracatura al punto di ancoraggio ed è responsabile dell'assorbimento dell'energia generata dalla caduta. I componenti principali sono:

Assorbitori di energia (EN 355)

Sono il componente che riduce la forza d'arresto trasmessa al corpo a un massimo di 6 kN (soglia oltre la quale si rischiano lesioni gravi). Si presentano come pacchetti di fettuccia cucita che si apre progressivamente durante l'arresto, dissipando energia cinetica. Attenzione: l'apertura dell'assorbitore allunga il sistema fino a 1,75 m, dato fondamentale per il calcolo del tirante d'aria.

Cordini di collegamento (EN 354)

Corde o fettucce (singole o doppie) che collegano l'imbracatura all'ancoraggio. Il cordino doppio con assorbitore è la soluzione più diffusa per lavori in copertura perché consente di restare sempre agganciati anche durante lo spostamento tra punti di ancoraggio diversi.

Connettori (EN 362)

Moschettoni e ganci con chiusura automatica e bloccaggio manuale (o doppio bloccaggio automatico) che garantiscono il collegamento sicuro tra i componenti. Devono avere una resistenza minima di 20 kN sull'asse maggiore. Scegliere sempre connettori compatibili con il diametro del cavo o dell'ancoraggio a cui si agganciano.

Errore frequente nei cantieri: cordini di posizionamento usati come anticaduta

Un errore diffuso nei cantieri italiani è l'utilizzo di cordini da posizionamento (EN 358) al posto di cordini anticaduta (EN 355): i primi non sono progettati per arrestare una caduta e non dispongono di assorbitore di energia. In caso di caduta, un cordino EN 358 trasmette al corpo una forza d'arresto che può superare i 15 kN — oltre il doppio della soglia di 6 kN considerata sicura. Verifica sempre la marcatura sul dispositivo prima di agganciarlo.

Dispositivi retrattili (anticaduta retrattili)

I dispositivi anticaduta retrattili (EN 360) funzionano come una cintura di sicurezza dell'auto: il cavo si svolge e riavvolge liberamente seguendo i movimenti del lavoratore, ma in caso di accelerazione improvvisa (caduta) un meccanismo di blocco automatico interviene arrestando la caduta entro pochi centimetri.

I vantaggi rispetto al cordino con assorbitore sono significativi:

  • Intervento più rapido e tirante d'aria ridotto: i dispositivi retrattili intervengono più rapidamente rispetto ai cordini con assorbitore, riducendo significativamente la distanza di caduta libera e la forza d'arresto. Il tirante d'aria necessario resta nell'ordine di 3-4 m, contro i 6-7 m tipici di un sistema con cordino e assorbitore.
  • Maggiore libertà di movimento: il cavo segue il lavoratore senza creare anse che potrebbero impigliarsi.
  • Forza d'arresto inferiore: poiché la caduta viene bloccata quasi subito, l'energia in gioco è minore.

Sono disponibili in versioni con cavo in acciaio (per ambienti gravosi), fettuccia (più leggeri) o cavo in materiale sintetico. La lunghezza varia tipicamente da 2,5 a 30 metri. Per lavori in copertura con linea vita, i retrattili compatti da 2,5 m rappresentano spesso la scelta ottimale.

Normativa DPI anticaduta (D.Lgs. 81/08, Art. 77)

D.Lgs. 81/08 - Art. 77: Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi e dell'attività lavorativa, individua le caratteristiche dei DPI necessari e li fornisce ai lavoratori. Per i DPI di Terza Categoria è obbligatorio assicurare un addestramento specifico che comprenda una sessione pratica sull'uso corretto, la manutenzione e le limitazioni del dispositivo. L'addestramento deve essere documentato e ripetuto periodicamente.

Il quadro normativo italiano per i DPI anticaduta si articola su tre livelli:

  1. D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza) - Definisce gli obblighi generali del datore di lavoro in materia di DPI (Titolo III, Capo II) e i requisiti specifici per i lavori in quota (Titolo IV, Capo II).
  2. Regolamento UE 2016/425 - Stabilisce i requisiti di progettazione e fabbricazione dei DPI e le procedure di valutazione della conformità (marcatura CE).
  3. Norme tecniche EN - Definiscono i requisiti prestazionali specifici di ciascun dispositivo (EN 361, EN 355, EN 360, EN 362, ecc.).

Il datore di lavoro deve inoltre garantire che i DPI siano mantenuti in efficienza tramite manutenzione, riparazioni e sostituzioni secondo le indicazioni del fabbricante (Art. 77, comma 4, lettera a).

Scadenza e verifica: ogni quanto controllare i DPI

Attenzione: i DPI anticaduta hanno una data di scadenza

Ogni DPI tessile (imbracature, cordini, fettucce) ha una vita utile limitata che decorre dalla data di prima messa in servizio, non dalla data di acquisto. La durata massima è indicata dal fabbricante nella nota informativa e varia tipicamente tra 5 e 10 anni. Un DPI scaduto deve essere immediatamente ritirato dal servizio e distrutto, anche se appare integro.

I controlli sui DPI anticaduta si articolano su tre livelli:

  • Controllo prima di ogni utilizzo (a carico dell'utilizzatore): ispezione visiva di cinghie, cuciture, fibbie e connettori per individuare tagli, abrasioni, deformazioni o corrosione. Se si riscontrano anomalie, il dispositivo non deve essere utilizzato.
  • Ispezione periodica approfondita (almeno annuale, a carico di una persona competente): controllo completo secondo le istruzioni del fabbricante, con verifica di tutti i componenti e registrazione su apposito registro.
  • Controllo straordinario: obbligatorio dopo ogni caduta arrestata dal sistema, dopo esposizione a sostanze chimiche aggressive o dopo un evento che possa aver compromesso l'integrità del dispositivo.

Dopo una caduta, tutti i componenti del sistema che hanno lavorato (imbracatura, cordino, assorbitore, connettori) devono essere ritirati dal servizio e sottoposti a verifica da parte del fabbricante. Nella maggior parte dei casi, l'assorbitore e il cordino devono essere sostituiti.

Formazione obbligatoria per DPI III categoria

La formazione per l'uso dei DPI anticaduta è obbligatoria, non facoltativa. L'Art. 77 comma 5 del D.Lgs. 81/08 impone che per i DPI di III categoria il datore di lavoro assicuri un addestramento specifico con parte teorica e parte pratica. Un programma formativo completo deve coprire:

  • Normativa di riferimento e obblighi del lavoratore
  • Riconoscimento e valutazione dei rischi di caduta
  • Tipologie di DPI e criteri di scelta
  • Vestizione corretta dell'imbracatura e regolazione
  • Aggancio e sgancio dai sistemi di ancoraggio
  • Ispezione visiva pre-utilizzo
  • Procedure di emergenza e salvataggio (la "sindrome da sospensione" può avere conseguenze gravi in tempi molto brevi — in alcuni casi anche pochi minuti se l'operatore perde conoscenza — rendendo essenziale un piano di recupero rapido)

Livith Academy offre corsi specifici per l'utilizzo dei DPI anticaduta e dei sistemi di ancoraggio, con sessioni pratiche presso l'Area Test Livith su strutture di addestramento reali. I corsi sono validi ai fini dell'obbligo formativo previsto dal Testo Unico e includono prove di vestizione, aggancio e procedure di emergenza.

Come scegliere il kit DPI giusto

La scelta del kit DPI anticaduta corretto non è un'operazione standardizzabile: dipende dall'analisi dei rischi specifici del cantiere e delle attività previste. Ecco i fattori principali da valutare:

  1. Tipo di sistema di ancoraggio: una linea vita a cavo (Classe C) richiede connettori e dispositivi diversi rispetto a un binario (Classe D) o a un punto fisso (Classe A). Verifica la compatibilità.
  2. Tirante d'aria disponibile: se lo spazio di caduta libera sotto il piano di lavoro è limitato, un dispositivo retrattile (EN 360) è preferibile a un cordino con assorbitore che necessita di almeno 6 m di tirante d'aria (2 m cordino + 1,75 m assorbitore dispiegato + 1,5 m altezza operatore + margine di sicurezza).
  3. Durata e tipo di lavoro: per lavori prolungati, un'imbracatura con imbottiture e cintura di posizionamento (EN 361 + EN 358) migliora il comfort. Per accessi rapidi, un modello leggero è sufficiente.
  4. Ambiente operativo: in presenza di spigoli vivi o ambienti corrosivi, scegliere cordini con guaina antitaglio e connettori in acciaio inox.
  5. Numero di operatori simultanei: il sistema di ancoraggio deve essere dimensionato per il numero di utenti previsto (verifica il numero massimo indicato dal fabbricante della linea vita).

Kit DPI compatibili con i sistemi Livith

Il catalogo DPI Livith include imbracature, cordini, connettori e kit completi selezionati per garantire piena compatibilità con i sistemi di ancoraggio Livith. Per una consulenza personalizzata sulla composizione del kit, è possibile contattare un commerciale Livith o frequentare un corso Livith Academy che include sessioni pratiche sulla scelta e l'utilizzo dei DPI.

Domande frequenti

Per qualsiasi lavoro in quota oltre i 2 metri è obbligatorio utilizzare almeno un'imbracatura anticaduta (EN 361), un cordino con assorbitore di energia (EN 355) o un dispositivo retrattile (EN 360), connettori certificati (EN 362) e un casco con sottogola (EN 397). Il kit completo deve essere compatibile con il sistema di ancoraggio presente in copertura.

La durata di vita è indicata dal fabbricante nella nota informativa di ciascun dispositivo. Per i componenti tessili (imbracature, cordini, fettucce) la vita utile è generalmente compresa tra 5 e 10 anni dalla data di prima messa in servizio. I componenti metallici (connettori, dispositivi retrattili) possono avere durate superiori, fino a 10-15 anni, se correttamente manutenuti. Dopo una caduta, tutti i componenti coinvolti devono essere ritirati e verificati.

Sempre il datore di lavoro. Il D.Lgs. 81/08 pone a suo carico fornitura, manutenzione, sostituzione e formazione: il lavoratore non deve sostenere alcun costo.

Solo se riporta marcatura CE, certificazione EN 361 da organismo notificato e nota informativa del fabbricante. Senza questi tre elementi non è un DPI valido: usarla espone il lavoratore a rischi gravissimi e il datore di lavoro a sanzioni penali.

Se il DPI era scaduto, non ispezionato o non conforme, il datore di lavoro risponde penalmente per lesioni colpose o omicidio colposo (Art. 590 e 589 c.p.). Le sanzioni previste dal D.Lgs. 81/08 per mancata fornitura o manutenzione dei DPI includono l'arresto da 2 a 4 mesi e ammende nell'ordine di 1.600-6.600 euro (importi soggetti a rivalutazione periodica), oltre al risarcimento civile.

Il cordino con assorbitore (EN 355) ha lunghezza fissa e dissipa l'energia di caduta tramite cuciture che si aprono progressivamente: richiede circa 6-7 m di tirante d'aria (2 m cordino + 1,75 m assorbitore + altezza operatore + margine). Il retrattile (EN 360) si allunga e riavvolge seguendo i movimenti e blocca la caduta molto più rapidamente, con un tirante d'aria di 3-4 m. Esempio pratico: su un capannone con 5 m di altezza dal suolo, il cordino con assorbitore non garantisce spazio sufficiente per arrestare la caduta prima dell'impatto, mentre un retrattile compatto sì.

Il D.Lgs. 81/08 non fissa un intervallo preciso di aggiornamento per la formazione DPI, ma l'Art. 37 prevede che la formazione sia ripetuta in occasione di cambiamenti significativi (nuovi DPI, nuovi rischi, cambio mansione). La prassi consolidata è l'aggiornamento ogni 5 anni, in linea con l'Accordo Stato-Regioni per la formazione dei lavoratori.

Livith offre un catalogo completo di DPI anticaduta — imbracature, cordini, connettori e kit completi — selezionati per garantire piena compatibilità con i sistemi di ancoraggio Livith. Puoi consultare il catalogo su livith.it/it/dpi/ o contattare un commerciale Livith per una consulenza personalizzata sulla scelta del kit più adatto alle tue esigenze.

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